La Serra Catarinense: la fabbrica delle nuvole

Sandro Incurvati, maggio 2009

Montagne in Brasile

Se chiedessimo ad un turista italiano che intende visitare il Brasile, quali posti riterrebbe indispensabile visitare, probabilmente le risposte verterebbero su Rio, Salvador, la foresta Amazzonica, le Cascate di Iguaçu e le spiagge del Nord Est. Serra CatarinenseSerra CatarinensePurtroppo la conoscenza che abbiamo in Italia del Brasile è soprattutto legata a questi luoghi simbolo del turismo brasiliano, senza che neanche si supponga l'esistenza di tanti altri posti meravigliosi e sconosciuti al turismo di massa.
Soprattutto lo stato di Santa Catarina non è minimamente preso in considerazione dalla maggioranza delle rotte turistiche e dei viaggi organizzati, benché non abbia nulla da invidiare al Brasile più conosciuto; qui il turismo è maggiormente di provenienza argentina, che si concentra due mesi l'anno nelle splendide spiagge del litorale catarinense.
Ma anche l'interno dello stato offre spettacoli naturali di rara bellezza, che ho intenzione di scoprire poco a poco.
A circa 200 km a sud di Florianopolis, a ridosso delle città di Tubarão, Criciuma e Laguna, dove nacque Anita Garibaldi, si estende la catena montuosa basaltica della Serra Catarinense, con i suoi profili montuosi multiformi, con lunghi e profondi canion solcati da vegetazione impenetrabile, con i banchi di nuvole che nascono dal nulla e salgono velocemente dalla base dei canion verso le vette per disperdersi poi per il cielo, con le araucarie, albero in estinzione a forma di candelabro, dal quale si raccoglie il pinhão, una sorta di pinolo grosso come una noce, alla base della alimentazione tradizionale locale.

La fabbrica delle nuvole

All'arrivo a Urubici, uno dei centri abitati principali della regione, la prima meta è il Morro da Igreja (della Chiesa), che con i suoi 1800 metri s.l.m. costituisce la vetta piu' alta della catena. Lassù, dove di inverno nevica (si, in Brasile La Pedra Furada vista dal Morro da IgrejaLa Pedra Furada vista dal Morro da Igrejanevica pure!), alcuni anni fa è stata registrata la temperatura di tutto rispetto di -18 gradi Celsus. Dopo aver percorso alcuni km in salita e aver oltre-passato un primo cancello sempre aperto dove un cartello intima lo stop, la strada è interrotta da un secondo grosso cancello, questa volta chiuso, che delimita una zona militare posta proprio in cima al Morro da Igreja; parcheggiando la macchina lungo la strada poco prima del cancello, sulla destra si può osservare la Pedra Furada, una grossa roccia a forma di arco, che rappresenta il simbolo della Serra Catarinense. Premetto che quando ho iniziato a salire verso il Morro, era una bellissima e soleggiata giornata estiva; scendo dall'auto, mi affaccio verso il canion dove è presenta la Pedra Furada, ma vedo solo un gran banco di nuvole che sale velocemente dal basso del canion, arriva in cima alla vetta, e si disperde nel cielo.
Dov'è la Pedra Furada? A tratti si intravvede dietro il banco di nuvole, ma non faccio in tempo ad accendere la macchina fotografica che pronto arriva un altro banco a coprirmi la visuale.
Vicino a me c'è una bambina di pochi anni che incuriosita chiede al nonno che le sta accanto: “Nonno, è qui che si fabbricano le nuvole?”.
Non ho voluto ascoltare la risposta del nonno; quella che per la bambina era una domanda, per me diventa una affermazione: si, concordo con la piccola, qui si fabbricano le nuvole, che salgono verso il cielo e migrano verso il mondo intero...

Punti di accesso

Partendo da Florianopolis, i punti di accesso alla Serra Catarinense sono tre:
1 - il più rapido e anche il più comodo è passando per Santo Amaro in direzione di Lages e voltando a sinistra dopo Bom Retiro;
2 - attraverso la BR 101 e salendo poi per la Serra do Rio do Rastro, una millecurve asfaltata e ripida che porta in cima all'altipiano;
3 - sempre per la BR101, salendo poi .per la Serra do Corvo Branco, la piu' spettacolare delle tre possibilità, che conduce a destinazione dopo 56 km di entusiasmante strada bianca, fra ponticelli di legno e “carvoeiras”, dove si produce il carbone vegetale. Da Grão Para, a mezz'ora di macchina da Tubarão, inizia la strada bianca che raggiunge il passo in 28 km. Altri 28 km necessitano per raggiungere Urubici dopo il passo.
Verso la Serra del Corvo BrancoVerso la Serra del Corvo BrancoConsiglio vivamente di “entrare” attraverso il Corvo Branco, fermandosi di tanto in tanto a scattare qualche foto e ad ammirare il paesaggio. Di fronte una “carvoeira” incontro un “menino” di circa 12 anni o poco più, completamente nero non per origini africane ma per essere stato per molto tempo troppo vicino ad una “carvoeira”. I vestiti sono dello stesso colore del viso, si vedono solo i suoi occhioni; non oso pensare allo stato dei suoi polmoni.
La Serra Catarinense ha tre città turistiche principali: Lages, Urubici e São Joaquim.
Le strutture turistiche sono in continua espansione, sono sempre maggiori quelle che offrono possibilità di escursione a piedi o a cavallo e ogni sorta di sport radicale.
Ci sono molti Hotel Fazenda organizzatissimi, soluzione ideale sia per le famiglie, sia

per gli amanti della natura, dove un turista esigente può facilmente risolvere le proprie necessità. I prezzi variano dai 100 ai 300 reais al giorno per due persone, a seconda del tipo di sistemazione.

Vitelli in giardino

Dopo aver dato una rapida occhiata su internet alle varie possibilità di ricezione alberghiera, spengo il computer e parto da Florianopolis insieme alla mia compagna, senza annotare alcun hotel.
Arrivati a Urubici, non ci preoccupiamo di trovare subito una sistemazione, lasciamo che la scelta venga da sola, come ci accade la maggior parte delle volte che viaggiamo.
Dopo una escursione in macchina alla cascata del Veu da Noiva (Velo della Sposa) e la scoperta della fabbrica di nuvole nel canion fra il Morro da Igreja e la Pedra Furada, scendiamo di nuovo a valle nella strada bianca che conduce dal Corvo Branco a Urubici.
La strada, parallela al Rio Canoas, è contornata da case di contadini e da fattorie, oltre le quali si intravvedono lunghe file di campi coltivati, o allevamenti di bestiame. Non è difficile incontrare delle case con mucche o vitelli in giardino, che brucano l'erba vicino lo scivolo dei bambini o dietro la macchina del papà.
Comunità di Santa Terezinha: vitelli in giardinoComunità di Santa Terezinha: vitelli in giardinoDiscendendo la valle verso Urubici, di tanto in tanto si incontrano dei cartelli che indicano la presenza di pousadas in corrispondenza di case di contadini.
Ci facciamo coraggio, scegliamo la casa che ci sembra più dignitosa, ed entriamo in un ampio giardino pieno di ortensie, dove un cavallo sta tranquillamente brucando la sua erbetta. La signora Nilva viene ad accoglierci, ci mostra una stanza semplice ma pulitissima, con una finestra nel giardino. La nostra scelta non poteva essere piu' felice: è il tipo di sistemazione che stavamo cercando: un clima familiare, molta cordialità, una colazione ricchissima, con l'immancabile torta della nonna, e il cavallo che di tanto in tanto fa capolino dalla finestra. Il costo è di 80 reais al giorno per due persone.
Verso l'imbrunire ci preoccupiamo della cena: dove poter mangiare se nelle vicinanze non ci sono ristoranti? La signora Nilva ha una soluzione per tutti i problemi: se vogliamo possiamo tentare dalla signora Lourdes, la moglie del proprietario di un minuscolo bar a 2 km, vicino il distributore di benzina, dove si “abbeverano” normalmente solo trattori o camioncini da lavoro.
Riusciamo in qualche modo a metterci in contatto con la signora Lourdes e prenotare la cena; anche in questo caso la scelta non poteva essere più felice: una cena semplice ma genuina, a base di prodotti di campo e di carne di animali allevati in loco. Pollo, maiale, manzo, riso, fagioli, insalata, patate fritte, patate con formaggio fuso, cetriolini, cipolline, rape, pomodori saporitissimi, come quelli che mangiavo da bambino a casa di mia nonna ... nel tavolo non c'è più posto neanche per un cucchiaino. E tutta questa abbondanza per soli 9 reais a persona.
Tavola imbandita dalla Signora LourdesTavola imbandita dalla Signora LourdesSe passate per Urubici andate per lo meno una volta a mangiare dalla signora Lourdes: non ci sono piatti sofisticati, non ci sono vini finemente invecchiati, c'è solo una ottima cucina contadina ad un prezzo decisamente contenuto.
Ritengo un mio dovere di viaggiatore segnalare luoghi di questo tipo, dove si dorme e si mangia bene a prezzi onesti, dove la cordiale accoglienza e la semplicità ripagano la mancanza del lusso degli hotel a varie stelle. Luoghi come questi non hanno siti internet e non vengono pubblicizzati dalle agenzie turistiche, è il passa parola dei viaggiatori che potrà permettere a queste piccole strutture a conduzione familiare di sopravvivere alla globalizzazione e alla proliferazione di lussosi resorts.
La pousada das Araucárias, della signora Nilva, si trova sulla strada bianca che va da Urubici verso il Corvo Banco; a 8 km per chi viene da Urubici, e 20 da chi viene dal passo. Il telefono è (49)32782008.
Il bar dove è annesso il mini-ristorante della signora Lourdes è a 2 km più a monte, accanto al distributore Polipetro; il telefono è (49)32782020.
Probabilmente in Urubici o nelle vicinanze ci saranno altri posti come questi; se ne conoscete qualcuno, inviateci referenze e commenti che saranno puntualmente pubblicati.

Trattori musicali

Continuando nella nostra avventura, dopo la prima notte nella silenziosa pousada della signora Nilva, alle prime luci dell'alba mi sveglio, e decido di andare a fare una camminata lungo il fiume. Miracolosamente anche Vera Lùcia si sveglia e decide di venire con me, così ci incamminiamo tagliando una nebbia fittissima lungo un sentiero che prima passa per l'allevamento di mucche della signora Nilva, e poi entra nei campi coltivati. Ad ogni passo scopriamo il metro successivo, la nebbia è realmente molto compatta. Ad un certo punto dal nulla appaiono una decina di ragazzi e ragazze chini sul terreno che stanno raccogliendo le rape. Ci fermiamo a parlare con il “capo mastro”, il quale ci racconta del loro lavoro e ci dice che il guadagno netto di ogni raccoglitore è di 1,10 reais a sacco. Quanti sacchi riescono a riempire in un giorno, sempre chini sulla terra? 40, 50, anche di più; per loro è un buon guadagno, per me dopo un sacco già dovrei ricorrere al fisiatra per curarmi il colpo della strega. Salutiamo i lavoratori, e seguitiamo a camminare tagliando la nebbia in direzione del fiume. Man mano che camminiamo ci avviciniamo sempre di più verso una musica “sertaneja” (campagnola) che viene da un punto imprecisato di fronte a noi, amplificata da un apparato di bassa qualità. Dal nulla spunta un trattore fermo al lato di un campo coltivato, da dove proviene la musica. Un cordiale contadino ci saluta, e ci rassicura sulla vicinanza del fiume a poche centinaia di metri.
Giuro, la prima volta che vedo un trattore con lo stereo!
Lasciamo la musica e il trattore alle nostre spalle, mentre la nebbia lentamente si alza, scoprendo il fiume e infinite distese di campi coltivati; la poesia diventa prosa, quello che prima solo immaginavamo, adesso è chiaramente visibile ai nostri occhi. Al ritorno alla pousada ci aspetta la signora Nilva e una lauta colazione.

Escursioni

Il giorno successivo riusciamo a combinare una escursione fino ai piedi della Pedra Furada insieme ad una guida locale. Alle 9.00 arriva Claudio, con altri turisti, a “cavallo” di una fumosa jeep, e ci avviamo di nuovo verso il Morro da Igreja, dove parcheggiamo e ci avviamo lungo un fangoso sentiero che cinge la cresta del morro, dal quale si possono vedere a perdita d'occhio le cime delle montagne della regione; riusciamo a vedera anche la Serra do Tabuleiro, situata di fronte l'isola di Santa Catarina, dove sta Florianopolis. Continuando per il nostro tragitto, il sentiero scompare in un ripido canion dove scendiamo Claudio e le sue montagneClaudio e le sue montagnescivolando fra sassi instabili e sterpi inestricabili; è la parte più
tecnica del percorso dove incontro non poche difficoltà a cavarmela e a non rimanere distanziato dal resto del gruppo. In qualche modo arriviamo fino alla base del canion, e da lì alla Pedra Furada. Il ritorno è in senso inverso, e incontriamo le stesse difficoltà tecniche, questa volta in salita. Al ritorno alla macchina, dopo 5 ore e 30 minuti dalla partenza, sono letteralmente “quebrado”, tutto sporco di fango, ma soddisfatto di questa avventura meravigliosa.
Claudio si è mostrato una guida molto paziente e esperta, nonché un simpatico compagno di avventura. Se andate a Urubici non mancate di prenotare una “trilha” con Claudio o con qualcuno dei suoi colleghi, telefonando al numero (49)32784245 dell’Ufficio Turistico di Urubici.
Altri posti da vedere in zona Urubici sono la cascata di Avencal, le iscrizioni rupestri, altri percorsi a piedi da fare con Claudio, oltre ovviamente la Serra do Rio do Rastro e la zona di São Joaquim. Non mi dilungherò ulteriormente, avrò altre occasioni per visitare e raccontarvi gli altri posti della Serra Catarinense, o se preferite, potete continuare voi questa storia.
Per chi volesse contribuire raccontando la sua esperienza di viaggio nella Serra Catarinense o in altre località dello stato, cliccate qui.

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